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Università degli Studi di Bergamo
Responsabile scientifico Rossana Bonadei
Compito dell'Unità [da cineca.it]
La rappresentazione e la pratica dei luoghi - ivi incluso anche e soprattutto i luoghi urbani e metropolitani - sono temi chiave per la comprensione dei processi politici, sociali e discorsivi attorno a cui si costruisce e si organizza un luogo, in quanto anche "laboratorio delle identità". Un luogo è in altri termini un precipitato sociale e simbolico che si alimenta di molti percorsi immaginari e testuali (mito, letteratura, arti figurative, narrazioni storiche, media) e al contempo riflette processi e pratiche che riguardano le economie della coscienza e le industrie culturali che si formano all'incrocio tra ideologia, costume sociale e doxa del tempo.
Il cronotopo (in senso bachtiniano) per eccellenza della modernità è la città: fisico non meno che finzionale, questo spazio appare costruito come un testo, o meglio come un palinsesto, un tessuto di memoria e narrazione continuamente riletto e riscritto, che produce un infinito spazio-discorso della/sulla città. Da qui l'ipotesi di un sistema di strati che funziona come spessore simbolico e come una macchina dell'immaginario ricca di potenzialità. Vedremo se - e come - i processi di significazione/risignificazione dei luoghi vadano di pari passo con l'elaborazione di identità collettive, in contesti che si sono confrontati sia con eventi traumatici (guerre, rivoluzioni, ecc.) che con i fenomeni culturali e sociali della cosiddetta "condizione postmoderna" (o crisi delle grandi narrazioni).
Il periodo storico osservato è il Novecento, spinto fino ai nostri giorni; i luoghi dell'osservazione (città-palinsesto, città-laboratorio) sono alcune grandi città europee che hanno dovuto ripensarsi e riscriversi continuamente (Berlino, Pietroburgo, Parigi).
La ricerca si muoverà su tre versanti:
1) un versante storico-letterario, che denominiamo narrazione e messa a testo dei luoghi, ove si prevede il reperimento di testi letterari e figurativi con al centro la rappresentazione di luoghi, specialmente urbani, interessati da processi di definizione/ridefinizione;
2) un versante degli studi culturali e di analisi del discorso, che denominiamo la città-palinsesto, passando dai luoghi rappresentati ai luoghi presentati, dal testo allo spazio fisico (musei, parchi tematici, heritage sites, luoghi della memoria), ove si configurino fenomeni di inscrizione/interpretazione;
3) un versante epistemico, di antropologia della modernità e di etnografia del presente, che denominiamo la città-laboratorio sociale e identitario, in cui si affronta il tema dei luoghi/non luoghi (Augé) come laboratori identitari. In questa prospettiva verrà rivisitato anche il dibattito sulle Touring Cultures (vedi Clifford, Urry, Appadurai) e sulle condizioni post-identitarie variamente conseguenti a un 'nomadismo', che trova le proprie matrici storiche nei processi della mobilità moderna e post-moderna.
La ricerca dell'unità di Bergamo procederà in tre fasi:
Fase uno (circa sei mesi). Problemi di definizione e di mappatura: il luogo come precipitato culturale di segni, di pratiche e di consumi, a partire dalle concettualizzazioni inerenti lo spazio narrativo e il paesaggio. Messa a punto di una bibliografia ragionata.
Fase due (circa un anno). Pratiche della rappresentazione: testi, luoghi, soggetti, gruppi; il continuum immaginario, scritture, traduzioni, cortocircuiti mediatici, cultura dei luoghi. È previsto un primo appuntamento seminariale.
Fase tre (circa sei mesi). Attività dedicate a 'casi di studio' internazionali e nazionali, ove vi sia occasione di riflettere in ordine all'idea dello sguardo come generatore di luoghi, del luogo come testo di sguardi', e del consumo dei luoghi come sistema di segni e di pratiche sociali. Tra i luoghi prescelti come casi di studio, se ne individuerà uno in particolare ove creare le condizioni per un "laboratorio" , ove progettare attività a medio/lungo termine, condivise con istituzioni accademiche ed enti del territorio.
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