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Università degli Studi di Sassari
Responsabile scientifico Silvano Tagliagambe
Compito dell'Unità [da cineca.it]
L'Unità di Ricerca di Sassari intende collegare più strettamente le dimensioni concettuali della semiotica testuale a quelle della semiotica urbana: fra le altre cose, illuminare meglio la scansione categoriale fra testo e contesto in particolare, chiedersi come sia possibile distinguere normativamente le letture accettabili da quelle erronee, e disegnare la mappa di una retorica urbana: il testo urbano può essere improntato alla metafora piuttosto che alla metonimia e all'iperbole? Cosa significa per una città essere più metaforica delle altre, e per un quartiere invece essere improntato alla sinestesia? Esistono città-romanzo classico a fronte di città-romanzo postmoderno? Forse la città postmoderna, rizomatica e dispersiva, è il testo urbano il cui gemello letterario è appunto il romanzo postmoderno?
Un ulteriore compito è quello di investigare la portata della collettivizzazione dell'operazione di progettazione e di interazione semiotica con la città. Ciò è interessante sia nella dimensione del paragone fra scrittura collettiva, e interpretazione testuale collettiva, da una parte, e progettazione architettonica e urbanistica collettiva, e lettura urbana collettiva, dall'altra, sia in connessione con il concetto di milieu innovateur, inteso come "un contesto di relazioni, di attori e di rappresentazioni che portano ad unità un sistema locale di produzione e che generano un processo dinamico localizzato di apprendimento collettivo".
L'obiettivo del progetto è quello di far leva sul riferimento alla città come testo e alla varietà e alla complessità, dei processi di scrittura e riscrittura, di lettura e interpretazione che vengono così attivati e messi in gioco, utilizzandola in qualità di chiave interpretativa per far emerger l'idea che la città del futuro prossimo richiede un forte impegno verso il recupero delle sue molteplici identità non solo come ritrovamento di forme e significati perduti, ma come "progettazione delle identità".
L'identità urbana, infatti, non è solo un esito di processi consolidati, non si limita all'epifania della storia e della cultura, ma è un equilibrio dinamico, è evoluzione di fenomeni, è creazione di storie, di luoghi, di relazioni: insomma, è progetto. Ecco perché è di fondamentale importanza, per ogni persona che abbia a cuore la città in cui vive e si senta in diritto di operare per essa, impegnarsi a vivere nel suo presente, e prendersene cura, senza cedere alla tentazione di capitolare a fronte delle forme del passato, con un'unilaterale e acritica esaltazione della tradizione e della memoria, o di lasciarsi ammaliare dalle lusinghe del futuro, con un' altrettanto pericolosa caduta in un'utopia astratta.
È un'esigenza fondamentale per gli uomini riuscire a mantenere il passo del tempo in cui vivono, adeguando le proprie forme di vita e i propri stili di pensiero alle necessità e alle esigenze in rapida trasformazione, studiando il passato in modo da conoscerlo, rispettarlo e trarne i dovuti insegnamenti, e guardando al futuro per acquisire la capacità proattiva di "gettarsi avanti" quel tanto che serve per progettare, ma senza alcuna servile devozione nei loro confronti.
Il programma di ricerca sarà articolato secondo le seguenti fasi.
Fase uno (sei mesi). Raccolta, consultazione ed analisi delle fonti bibliografiche e delle esperienze significative.
Fase due (dieci mesi). Elaborazione della proposta teorica legata agli obiettivi della ricerca.
Fase tre (sei mesi). Elaborazione di alcuni prototipi progettuali fondati sulla proposta teorica elaborata durante la precedente fase.
Fase quattro (due mesi).
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